Special Interview: Adamo Macri

Beautiful | Controcorrente

Intervista e traduzione a cura di Francesca Ancona

Adamo oggi per essere grandi artisti bisogna saper fare tutto? non basta più essere solo pittore, scultore o fotografo?

Avere la conoscenza di tutti i mezzi a disposizione non può che essere un bene. Non si finisce mai di imparare, soprattutto se ci si avventura nell’esplorazione di metodi alternativi di comunicazione. Selezionare il linguaggio mediatico che alla fine sarà determinato dalla natura del progetto e lo stile artistico praticato. La scelta deve rappresentare lo stile unico e personale dell’artista. Oggi abbiamo accesso a mille opzioni, l’era digitale ha trasformato completamente l’operato dell’artista. La tecnologia ha contribuito a migliorare l’arte soprattutto nel campo della fotografia e dei video. Ma non credo che per essere un grande artista bisogna saper fare tutto, molti riescono a diventarlo anche in un solo settore.

Knowledgeability with all available mediums can only be beneficial. We can’t ever know too much. Especially if one ventures to explore alternate methods of communication. Selecting which medium or how many will ultimately be determined by the nature of the project and artistic language of one’s practice. It must be representational of the artist’s unique and diverse talent. Nowadays we have more accessibility and options to choose from. The digital age has transformed much of how artists operate. Technology has made it feasible to produce art, especially in the areas of photography and video. But I don’t believe artists have to work all mediums to achieve greatness. Many well-established today excel with one.

Quali esperienze ti hanno portato a essere un artista multimediale?

E’ strano, perchè quando mi chiedono con cosa preferisco lavorare io rispondo con tutti i linguaggi mediatici possibili, li combino tra loro in modo quasi sempre sistematico. Il termine “multimediale” per me è più in riferimento al mio processo creativo. Il tutto determinerà il risultato finale. Ogni storia è diversa e tutti i mezzi e i materiali devono essere considerati. Penso a loro in modo organico, sono un fanatico dei contenuti e tutto deve soddisfare perfettamente il filo logico narrativo e l’espressione artistica. Il mio è un processo, si può partire da un disegno, uno scritto, e poi scolpire e dipingere, per arrivare a un pezzo fotografico. Non fotografo panorami, città, persone, la mia arte prima viene da me creata e poi alla fine del processo fotografata. A volte penso di essere più uno scultore che un fotografo, la macchina fotografica è solo uno dei miei tanti strumenti. Un altro aspetto importante è la mia interpretazione della scultura, percepita come presenza e oggetto non statico. Io registro la scultura attraverso macchine fotografiche e video, il risultato è una visione che ha un passato, una temporalità, una sorta di performance, la messa in scena di un evento passato che è stato archiviato. Per questo concetto uso il termine 3D.  Potrei paragonare i mezzi che uso a strumenti per creare una sinfonia e io sono il direttore d’orchestra.

It’s strange because when I’m asked which I prefer to work in, my reply is always ‘all’ mediums. I use them in combination and most often systematically. The term multimedia for me is more in reference to my creative process. All depending on where the work ends, will determine the final. Every story is different, all materials and mediums must be considered. I think of them organically to some degree. I’m a content fanatic and the different mediums cater perfecting in exploiting narrative and the multiple methods for artistic expression. Process oriented approach for tangible outcomes. Although the final may be a photographic piece, it began with writing, drawings, then sculptural work and painting. The sculptural segment took up most of the time and work. I don’t photograph geographical landscapes, urban imaginary, people and places. My art is created first; objects, environments, characters, then photographed in the final segment of my process. Essentially I always think sculptural first. For this reason, I don’t like being thought of as a photographer. The camera is just one of my tools. Another aspect to understand is my interpretation of sculpture, that being perceived as occurrence and not static object. My approach is having to record sculpture. This documentative action requires photo or video cameras. The result is viewing something that has taken place in time. A performance or the staging of a past event which has been archived. I use the term 3D Event to refer to this concept. The different mediums work more like an assortment of instruments to create a symphony and I’m the conductor.

La tua arte è insolita, comprende una filosofia e una ricerca, dove nasce tutto ciò? e cosa vuoi esprimere?

L’arte è basata sul punto di vista personale, il tutto comprende anche una filosofia, la mia si basa sul concetto d’individualismo. Siamo tutti esseri unici con i propri pensieri, metodi, opinioni e comportamenti. La paura diventa il “mostro” che contamina tutto ciò, che ci costringe a conformarci a modelli predefiniti che cancellano il vero senso di realtà. La società crea dei giudici spesso pronti a disprezzare, questo è un dato di fatto. Essere se stessi ed avere anche la stima di tutti è una cosa molto difficile, richiede tanto coraggio, fiducia e tanto altro ancora. Così solitamente la nostra vera essenza viene soppressa. Nel mio lavoro gioco con l’identità adottata e i vari stereotipi. Da dove viene tutto ciò? non lo so, forse dall’osservazione e dalle esperienze di vita. Credo anche che artisti si nasce, è una cosa genetica. Si possono imparare le tecniche a scuola ma ciò non crea un buon artista. Arte insolita? gli aspetti dell’umanità sono strani se visti da vicino. Io mi concentro sulle zone d’ombra e la tensione tra le parti opposte. Il mio obiettivo è quello di trovare e colpire quella linea sottile, ciò introduce nuove forme di linguaggio figurato, vagamente definite, che colpiscono i sensi in modo diverso, da qui l’inusualità. Ho sempre pensato che l’ovvio, come nel bianco e nero, sia la via di mezzo, la zona grigia. Il dilemma, la contesa, la psiche fanno parte dell’essere umano. Io uso il termine “trapano duplex” per esprimere questo concetto, riferendomi alla trasmissione simultanea di due sensazioni opposte, un aumento parallelo o anti parallelo del proprio stato mentale. Ad esempio: le parti più emozionanti del corpo umano sono allo stesso tempo le più disgustose. E’ una linea molto sottile, quella linea per me è la zona grigia, e concentrandosi in essa vien fuori l’inusualità, un linguaggio unico e ambiguità visiva. Questo è ciò che rappresento allegoricamente nel mio lavoro.

Artistic discipline is based upon ideas and beliefs relating to a personalized viewpoint. This becomes engrained in the mind and creative process like second nature activity. The body of work on a whole evokes the underlying philosophy. Mine is based upon the concept of individualism. We are all unique beings with our own pure thoughts, methods, opinions, and behaviour. The instillment of fear ultimately becomes ‘the monster’ which contaminates all this. It forces us to comply to preset models which jeopardizes and compromises our real sense of self. It turns into a big persona game. Society in general judges everyone instantaneously. And most often in a derogatory manner. This isn’t a new statement to anyone, yet a fact. Being totally authentic with self-esteem in all areas of life is a difficult position to attain. It requires great courage, confidence and much more. Thus the real self is suppressed. In my practice, I play upon the formulated adopted identities and stereotypes. Ok, now where does all this come from? I don’t know. I believe it may come from observation and life experience. I also believe that artists are born with a predisposition. It’s genetic. You can learn the techniques, art language, art history in school but that won’t make you a good artist. You may become an illustrator in the process, which isn’t quite the same thing. Unusual art? Aspects of humanity are strange if we take a close and honest look. I focus on grey areas and the tension between the opposing sides. My goal is to find and hit that fine line. In doing so, this inevitably introduces new forms of imagery, potentially, not so clearly defined, which affect the senses differently and may be perceived as unusual. I’ve always felt that the obvious, as in ‘black and white’ be less real or honest than representing the in-between. The grey zone. Object in contention and psychological dilemma is part of the human condition. I use the term ‘duplex drill’ to fine this concept. Referring to the simultaneous transmission of two opposing sensations. A parallel or antiparallel surge of one’s mental state. An example I give to describe this is; The most exciting parts of the human body are simultaneously the most disgusting. It’s a very fine line. That thin area for me is grey, and focussing into it creates unusualness, its own unique language and visual ambiguity. This is represented allegorically in my work.

Elementi della natura, stati di decomposizione, in contrasto con elementi chimici, la vita diventa arte?

Sì, la combinazione di tutto con le dovute proporzioni. Può apparire un risultato aggressivo ma questi concetti simulano davvero la natura e la vita. Tutti possono fornire il carburante per qualcosa di nuovo, anche l’inerte torna in vita. Ciò che traspare nelle aree più contaminate è scioccante. Mi stupisce come ogni forma di vita si sostenga o perda quel sostentamento. Prendo ad esempio le centrali elettriche, discariche industriali e alcuni organismi di acqua.

Yes, the combination of all those, in degrees and proportions. It may sound aggressive but these concepts simulate manifestations in life and nature. How all can refuel into something new. Even the inert or seemingly inert comes back to life. What transpires in heavily contaminated areas is shocking. It amazes me that any form of life can sustain itself or ever be again. Examples such as power plants, industrial waste sites and certain bodies of water.

Com’è in Canada, il tuo paese, la situazione artistica contemporanea?

Il Canada è un grande paese molto bello, con numerose culture ed etnie diverse. E’ stato un impressionante centro artistico ricco di talenti per tanti anni. Ha prodotto una varietà di grandi artisti di successo, musicisti, scrittori e attori, anche se la scena artistica più di spicco resta New York, Londra e altre città europee ed asiatiche. Come molti sostengono, il Canada è un posto ideale per produrre arte e artisti, ma poi l’esposizione è altrove.

First and foremost Canada is a large and beautiful country with a vast range of different cultures and ethnicities. It has been a haven for impressive talent for many years. It’s known for producing a huge variety of successful artists, musicians, writers and actors. Although, there isn’t a prominent contemporary art scene here as there is in New York, London and other places in Europe and Asia. As many have claimed, Canada is a great place to produce the artist and the art, but you must take it and show it elsewhere.

l’Italia ispira i tuoi lavori? verresti a fare un’esposizione qui da noi?

Assolutamente. Son già stato in Italia nel 2009, ho partecipato a mostre di video, arte e festival a Roma, Benevento e Torino. L’Italia ispira tutti gli artisti indipendentemente dalla loro origine, è ricca di storia e di cultura. Le mie origine sono italiane, la mia famiglia viene dalla Calabria, sono il più giovane di quattro figli e l’unico nativo canadese. Sono cresciuto in un sobborgo di Montreal composto da emigranti prevalentemente italiani. Gran parte del mio lavoro s’ispira alla mia identità culturale. L’Italia è ricca di risorse e materiale. Spero di ritornarci e esporre in futuro.

Absolutely. I have already in fact. In 2009 I participated in video art exhibitions and festivals in Rome, Benevento and Turin. Italy inspires all artists regardless of their origins. It’s rich with history and culture. My origins are Italian. My family is from Calabria. I’m the youngest of four children and the only native Canadian. I grew up in a suburb of Montreal made up of mainly Italian emigrants. Much of my work is inspired by cultural identity. Italy is inundated with resourceful material. I’m hoping to exhibit there again in the near future.

Un progetto che vorresti realizzare non ancora compiuto?

Ho molte cose abbozzate su carta. Il mio cervello è costantemente a lavoro su nuove idee, prendo appunti sulle cose più forti perchè è facile dimenticarsi. Ho sempre tanti progetti che sviluppo contemporaneamente. Ho tanto in testa ma di solito mi concentro sulle cose per cui mi sento più coinvolto.

I have many sketched down on paper. My brain is constantly rolling with ideas. I take notes on the strongest ones because it’s easy to forget them. I always have several projects I’m developing simultaneously. They’re compartmentalized in my head. But in general, I always get caught up with the immediate one I’m involved with.

Cos’è la bellezza per Adamo Macri?

L’idea di bellezza è un argomento complicato. Si continua a cambiare a seconda delle tendenze moda. Come l’arte è molto soggettiva, è difficile essere affascinanti per tutti. A mio parere saper vedere è molto importante. Un occhio ben allenato è una mente ben informata, intendo essere capaci di vedere oltre l’estetica. Avendo questa capacità abbiamo molti più stimoli di valore, fascino e apprezzamento. Se la bellezza si trova all’interno la cosa diventa profonda e chiede un processo di sfumature, questo è ciò che crea un occhio sofisticato. La bellezza ha a che fare con gli investimenti, quanto più uno si applica nel comprendere più avrà gratificazioni, è un arricchimento visivo. L’essere umano solitamente percepisce la perfezione delle proporzioni e l’armonia, è il nostro istinto animale che ci guida verso ciò che è attraente. La bellezza è determinata da tanti fattori, io sono più portato ad approfondire un’estetica più rara e difficile. Personalmente apprezzo più la bellezza che mi ossessiona, dove sento la necessità di trovare, di scoprire cose non visibili a primo impatto quindi misteriose, ecco la bellezza. Più non la comprendo più mi sento sfidato e ciò mi conquista. L’estetica deve trasmettere una serie di fattori allettanti per stimolare il maggior numero di terminazioni nervose, solo in quel modo resterà impressa solidamente. L’apertura mentale poi crea altre nuove possibilità, per me le abrasioni scure sono attributi allettanti. Si tratta di alterare il modo di vedere e percepire, quindi pensare. In conclusione la bellezza deve scatenare un disturbo e poco affascinare. Sicuramente non è così avvincente. Certi preferiscono un taglio, altri un morso, un po’ di veleno…”Bello sì ma dov’è il veleno?”

The idea of beauty is a complicated topic. It keeps changing like trends in fashion. Similar to art, it’s very subjective. The complexities and perceptions keep on fascinating everyone. In my opinion, knowing how to see is important. A well trained eye is essentially a well informed mind. Being capable of looking beyond the obvious aesthetic. Having this capacity, will add an enormous amount of value, appeal and appreciation. If beauty lies within, then depth a field is required to pickup on the nuances. This creates a sophisticated eye. Beauty has much to do with investment. The more one applies themselves in the comprehension of things, the better gratifying it will be. It’s transformable in that regard, additive, as in visual enrichment. As humans our minds are acute to responding to body perfection and good proportions. It’s our animal instinct to find it appealing and respond to it favourably. Beauty is determined by a wide range of factors. I’m more compelled to delve into the more uncommon aesthetics. I personally appreciate beauty the most when I feel haunted by it. Where I have a need to constantly go back, take another look and take more of it in. Elements of mystery creates beauty. To feel challenged without comprehending it fully. The aesthetic must convey an array of alluring factors to stimulate as many nerve endings as possible. In doing so, its permanence and resonance makes a solid mark. Open mindedness also creates new possibilities. For me, dark abrasions are enticing attributes. Deeply absorbing and seductive. It’s a forced awakening which alters how we see and think. To be mystified with intrigue by an object of commanding desire and appeal. To conclude, beauty must trigger a little disturbance to fascinate. All too safe isn’t as compelling. You need an edge, some bite, a little venom. “Beautiful yes, but where’s the poison?”

BEAUTIFUL! | Controcorrente - Special Interview: Adamo Macri
Francesca Ancona - Published October 5, 2011 by BEAUTIFUL!